BioGRAphy

Valentina Benvegnu’ was born in Milano in 1979. During her student life she developed a personal vision and connection between emotionality, inner deep travel, energies and a big interest in “human” as a “perfect machine”. She thinks about the “human” as a complex individual where mind, soul, body are not separated.

Using a tecnique that is between informal painting and cinematographic special effects, she puts herself in opposition with computer graphics. Taking inspiration from Douglas Trumbull (special effects maker in “2001 Space Odissey”, “Blade Runner”) she paints on glass with acrylics and powder creating a cooperation between herself, the materials and colors. After paint she uses a macro lens taking a picture of a small part of paint.

The point is a deep connection between human nd cosmo, something extremely small became a mirror of cosmic vastness.

BIOGRAFIA

Evoluzioni sperimentali

Valentina Benvegnù unisce la passione per la fotografia, l’interesse per l’astronomia e la curiosità verso il mondo scientifico.
Ha sviluppato negli anni, grazie ai suoi studi, un rapporto personale con gli aspetti energetici universali, l’emotività ed il viaggio interiore.
Utilizzando una tecnica che si pone a meta’ tra la pittura informale e gli effetti speciali cinematografici lavora quindi in maniera antitetica rispetto alla computer graphics del mondo contemporaneo.
Si ispira infatti a Douglas Trumbull (effettista di 2001 Odissea nello Spazio) che conio’ il termine “effetti cinematografici organici”.
Gli effetti speciali cinematografici nascono dai trucchi di illusionismo del teatro ‘800, veniva infatti creato un qualcosa che sembrasse tutt’altro, emergendo cosi’ l’effetto “magico”, l’illusione appunto.

Realizza i suoi lavori dipingendo direttamente su una lastra di vetro con tempere, liquidi e polveri. Si vengono quindi a creare incroci di colori e forme che rilasciano allo spettatore un feeling di naturalezza e matericità. Inizialmente lascia che i materiali reagiscano tra di loro in maniera del tutto naturale, una volta sul vetro, lasciandosi trasportare dai giochi di colori e forme che ne scaturiscono, successivamente e’ lei stessa ad accompagnare questa reazione creando una vera e propria collaborazione tra lei, i materiali utilizzati e le varianti cromatiche. Partendo quindi da una pittura strettamente astratta, attraverso la sensibilità percettiva dell’artista, l’opera prende vita grazie alla mediazione della macchina fotografica diventando un’ immagine figurativa.

Il risultato e’ uno scenario che va dal cosmico al cellulare, grazie alle tecniche di fotografia macro che riprende piccolissime porzioni di dipinto.

L’opera finale e’ quindi una stampa.